CANYONING

Il territorio compreso tra il Lago Maggiore, il Lago d’Orta e le creste di confine dell’Ossola celano un patrimonio selvaggio e difficile da visitare: le gole scavate nella roccia dai torrenti. Per visitare questi ambienti si ricorre a materiali e tecniche specifiche, da forristi, o canyonisti. La tecnica della “corda a misura” mette il torrentista al sicuro da problemi di intrappolamento nelle vasche turbolente. I massi incastrati, anche di dimensioni ragguardevoli, rendono questi ambienti di una bellezza primordiale e restituiscono un rapporto di rispetto con la natura. Dopo l’impegno di una calata da 55 metri sotto la doccia, si saluta il sole con riconoscenza. Le verticali che si concatenano richiedono capacità di concentrazione. Al piacere estetico delle rocce ben modellate si aggiunge la soddisfazione di una manovra tecnica ben eseguita. Nelle viscere della montagna i giochi di ombre ed il rombo delle cascate rendono una giornata in canyon un’esperienza totalizzante. Il corretto equipaggiamento, la scelta del periodo e la preparazione adeguata alle difficoltà sono le tesserine di un puzzle memorabile. Corde dai colori appariscenti e manovre tecniche sono una componente imprescindibile per un canyoning consapevole. I tuffi sono una delle componenti ludiche più apprezzate del torrentismo. Sono anche una tecnica per passare oltre molti ostacoli nel momento stesso in cui li viviamo ma, anche, come metafora nel proprio percorso individuale della vita.

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