dal blog

>
OSSOLA ROCK – Bella. ripida, difficile, ma non sempre

OSSOLA ROCK – Bella. ripida, difficile, ma non sempre

La conoscenza delle nostre valli ci porta e ci stimola sempre alla scoperta di perle che non sono sotto gli occhi di tutti. Le pareti ossolane sono spesso impegnative o lontane dalle possibilità tecniche dei più ma, con una profonda conoscenza del territorio, scopriamo o RIscopriamo luoghi adatti anche ad alpinisti ed arrampicatori al di sotto del grado 7.

Ecco due idee per l’estate, due stili diversi per due target alpinisti diversi. Fattore comune garantito: esperienza, divertimento e totale assenza di masse umane

CIMA FREGHERA, alta Val Formazza

Via Burlone – Giovanola, V max, 5 lunghezze. Una via unica tra il genere ossolano fatto di muri verticali avari di fessure ed appigli. Una via in placca appoggiata e che placca! Lavoratissima e con concrezioni a fungo (knobs) ricorda i graniti più belli di Monte Bianco, Svizzera centrale e Masino. Si parcheggia a sopra La Frua, la località a monte della Cascata del Toce e, con un’ora e mezza di piacevole avvicinamento in direzione del bellissimo Passo del Gallo, si raggiunge la parete. La via è spittata il giusto, nulla di sportivo, un bel mix tra sapore alpinistico e feeling plaisir da fix e soste Inox.

PUNTA MARANI,  Alpe Devero

Cresta Est, IV max, 300 m. Una linea di cresta con tratti di roccia unica come da serpentino rosso tipico del Gruppo Rossa – Crampiolo. Avvicinamento abbastanza lunghetto ma non certo noioso grazie ad un ambiente stupendo per una salita logica, estetica e di soddisfazione sul filo tra Italia e Svizzera in cui gli ultimi resti glaciali lasciano velocemente spazio a rocce metamorfiche di un’ampia scala colori che va dal verde al rosso ai grigi.

Condividi:

Share on facebook
Share on twitter
Share on telegram
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
error:

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti per rimanere sempre aggiornato sulle attività in programma e tutte le news.