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Montagne, animali e alpinisti in adattamento

Montagne, animali e alpinisti in adattamento

A seguito di un inverno tragico sta per iniziare un’estate catastrofica con acqua potabile, per colture ed allevamento razionata.

L’unica cosa che possiamo fare è frequentare l’ambiente montano con altri occhi, consapevoli di ciò che lo sta trasformando e di quanto da esso dipende la vita anche di chi vive le valli e le città.

Questa consapevolezza ci aiuterà ad usare con parsimonia le risorse a nostra disposizione e di goderne al massimo.

Nell’immagine il Fletschnorn (3995 m.) e la sua parete nord, famosa per aver attirato generazioni di alpinisti e sciatori amanti del ripido. Del suo candido lenzuolo che ha per secoli ricoperto il suo lato destro, oggi è rimasta un’esile striscia detritica che è destinata probabilmente a scomparire nel giro di un paio d’anni. Insieme ai suoi seracchi e al preziosissimo Rossbodegletcher, serbatoio e garanzia d’acqua per tutta la valle Divedro.

Un gregge di pecore che ha risalito le pendici dell’Hubschhorn fino a trovare un’ultima chiazza di nevato per trovare refrigerio. Pare incredibile ma anche le pecore, pur con il proprio strato isolante e pure a 2500 metri, soffrono il caldo. Prima ancora dell’estate.

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